La Classifica di qualità Pordenonelegge-Stephen Dedalus: un rilancio a partire dal 17 febbraio “Sono molti anni che Alberto Arbasino invoca un coefficiente di qualità con cui ordinare delle classifiche, fra i libri, alternative a quelle di vendita. Come mai alberghi e ristoranti si misurano a stelle (o a forchette & cappelli) e per qualcosa di almeno altrettanto nobile come i libri contano solo ed esclusivamente i dati di mercato? È come se il ristorante migliore venisse considerato McDonald’s. Fino a qualche decennio fa esisteva una “società stretta”, per dirla con Leopardi: una comunità di lettori che sapeva quali fossero le opere da leggere. Oggi non è più così; è venuta meno qualsiasi proporzione fra libri d’intrattenimento e libri di qualità. È da molto tempo che il successo (o l’insuccesso) nelle vendite, di qualsiasi “prodotto culturale”, sembra azzerare ogni discussione sul valore delle opere d’arte, nonché addirittura sui contenuti – gli stili di vita, le visioni del mondo, le aspettative di futuro – che da sempre esse veicolano. Se l’unico parametro di misura si riduce al mero strapotere del mercato, quello della letteratura rischia davvero di ridursi a un ruolo ornamentale.” Con queste parole ad aprile dell’anno scorso iniziava l’avventura della Classifica di qualità promossa da pordenonelegge e dai tre membri fondatori del Premio “Stephen Dedalus” – Alberto Casadei, Andrea Cortellessa, Guido Mazzoni. Venivano individuati 100 ‘Grandi Lettori’ che, professionalmente o meno, seguissero la letteratura contemporanea: critici e scrittori ma anche redattori editoriali, artisti, cineasti, attori, filosofi, sociologi, ecc., accomunati da un’età fra la trentina e la cinquantina. A scadenze regolari questi lettori hanno valutato i libri di letteratura italiana usciti negli ultimi mesi; e la somma dei voti ha dato vita a una classifica. Nel tempo sono stati segnalati (cfr. il riepilogo dei risultati in archivio) autori affermati, usciti presso i maggiori editori (nella poesia, per esempio: Andrea Zanzotto, Mario Benedetti e Umberto Fiori nello «Specchio» Mondadori, Fabio Pusterla nella “bianca” Einaudi, Franco Buffoni da Guanda) ma anche nuove leve della narrativa e della poesia italiana (Giorgio Vasta col suo Tempo materiale è risultato in testa alla prima classifica di narrativa, Nicola Lagioia s’è affermato nelle ultime) o “grandi appartati” riscoperti dall’editoria di ricerca (Cristi polverizzati di Luigi Di Ruscio, per esempio, si è piazzato primo nella classifica di giugno). L’iniziativa ha attratto grande attenzione, acceso molte speranze, e sollevato anche critiche più o meno costruttive: se ne è tenuto conto nell’impostare questo rilancio. In primo luogo si è aumentato il numero dei lettori a circa 140 e si è chiesto loro di “specializzarsi” il più possibile nel seguire uno o più fra i generi proposti. Anche a questo riguardo una novità: ai tradizionali settori riservati a poesia, narrativa e saggistica s’è affiancata una “quarta prosa”, denominata Altre scritture, che vuole dar conto di tutte quelle forme di scrittura più difficilmente collocabili, e comunque né narrative né critiche (dai testi per il teatro alle interviste, dagli aforismi ai reportages), che già nella nostra “prima serie” hanno segnalato libri originali quali La vita nei dettagli di Antonella Anedda, La vicevita di Valerio Magrelli o Servi di Marco Rovelli – che si sono affiancati ai migliori saggi pubblicati nell’annata (Autobiografia di una Repubblica di Guido Crainz, Non siamo gli ultimi di Massimo Rizzante o Il corpo del capo di Marco Belpoliti: quest’ultimo ha anche vinto, con Laura Pugno e Mario Benedetti, il premio “Dedalus” nel 2009: cfr. www.premioletterariodedalus.it). Inoltre è stata realizzata una classifica speciale (che avrà cadenza annuale, a differenza di quelle relative alla letteratura italiana, che restano bimestrali) riservata ai libri di altre letterature tradotti lungo tutto il 2009 (con risultati, anche in questo caso, sorprendenti: in particolare nella narrativa si è registrato l’ex æquo fra due grandi scrittori tedeschi, Ingeborg Bachmann e Arno Schmidt, proposti uno da Adelphi e l’altro dal minuscolo e raffinato editore campano Lavieri). Sul sito di Pordenonelegge abbiamo poi aperto una rivista on-line, sulla quale i votanti possono motivare i propri responsi e discutere i risultati, e sulla quale verranno ospitati interventi critici, dichiarazioni di poetica e interviste (nella prima uscita si potranno leggere interviste ad Antonella Anedda, Mario Benedetti, Marco Belpoliti e Nicola Lagioia, ma almeno una decina di altre conversazioni verranno proposte nelle prossime settimane). Sarà molto importante che non solo i Lettori ma anche il pubblico possa usare questo spazio: dovrebbe diventare il luogo per motivare o discutere i voti delle Classifiche, ma anche per esprimere considerazioni diverse, magari su aspetti specifici del nostro sistema cultural-editoriale, oppure su opere importanti ma che non possono essere votate, come quelle postume o quelle di chi, fra i Lettori, si è escluso volutamente dalle votazioni. In generale, lo scopo è quello di creare una comunità che non vuole solo esprimere pareri estemporanei, ma cerca invece di dialogare in modo meditato e concreto, anche per riuscire a condividere valori che sinora sono stati di pochi o di singoli gruppi. Si dovrebbe sempre più uscire da una logica ristretta per guardare all’intero campo della nostra letteratura, magari riuscendo a far emergere nuovi autori che, soprattutto in Italia, fanno fatica a trovare riscontri adeguati. Un’altra novità importante da registrare è l’accordo stretto con la catena delle Librerie Coop (www.librerie.coop.it) e con il nuovo sito Internet SlowBookfarm (www.isbf.it), che sono pronti a mettere a disposizione dei loro clienti i libri più votati dai Grandi Lettori: non solo quelli dei grandi editori ma anche dei piccoli, comprese le opere che si trovano nelle posizioni di rincalzo delle classifiche. Al di là della sempre opportuna discussione, questo è un primo passo in quella che è per noi la giusta direzione: si vuole fornire uno strumento utile a informare sui libri di qualità ovunque vengano pubblicati, ma anche creare un circuito che li renda concretamente disponibili ai lettori. L’obiettivo è quello di allargare sempre più il gruppo di lettura e farlo dialogare il più possibile al suo interno e con tutti gli altri soggetti della “filiera del libro”: in primo luogo i tanti lettori forti o semplicemente curiosi, che stanno già trovando nelle Classifiche un punto di riferimento e che saranno invitati a rafforzare l’iniziativa sostenendo quelle opere che, nonostante il valore riconosciuto, spesso non riescono a uscire da un ambito ristrettissimo. Perché i libri non siano più meri numeri da inserire in una classifica, ma tornino a essere quello che sono sempre stati: oggetti d’affezione, accumulatori di saperi e di passioni, stimoli inesauribili al dialogo. Alberto Casadei, Andrea Cortellessa, Guido Mazzoni 
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