Nel tempo e nell'urto

Alessandro Bellasio

Nel tempo e nell'urto

Collana Gialla edita da LietoColle e Fondazione pordenonelegge.it

Nel tempo e nell'urto è il titolo giusto per un cammino poetico come quello di Alessandro Bellasio, cammino continuamente ostacolato, esposto al trauma e al pericolo, al posto di blocco, alla minaccia permanente.

Sono parole con cui non si scherza. Parole pronunciate una per una, estratte a forza dal silenzio. Parole come rami secchi, uncini, vetri taglienti. Nessun dialogo, nessuna dialettica. È una voce isolata, quella di Bellasio, unica nella poesia del nostro tempo, sospinta da una necessità profonda e mortale.

È una voce non accompagnata, capace di affondi verticali e potenti nel cuore della solitudine umana, sua e di tutti.

Alessandro Bellasio scrive sempre al limite dell'urlo o dell'urlo taciuto. La sua parola si è schiantata in una pozza di sangue e ora prova a rialzarsi e a porgere testimonianza. Il suo colore è il viola (“e il viola non è lutto/ma il livido che marchia il cielo”) e la sua forma è aguzza come un chiodo abbandonato.

La sua musica è franta, screpolata, sussurro impercettibile al confine con il mutismo e il suo luogo è il deserto che si apre nelle strade, non permette di trovare la porta di casa. Il suo tempo è la notte. La sua anima è stata colpita all'inizio e cerca di raccontare questo urto originario. Il suo vero luogo è il grido, l'unico luogo in cui non si può abitare.

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