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A pordenonelegge 2026 la Dissensio Arena

10 agosto 2026

A cinque anni dalla presa del potere dei talebani in Afghanistan -nell’agosto del 2021 - i diritti delle donne di ogni età sono stati smantellati: resta l’unico Paese al mondo in cui alle ragazze è vietato proseguire gli studi oltre la scuola primaria. Dall’agosto 2021 sono stati rimossi oltre 900 volumi da librerie private e messi al bando oltre 680 testi universitari (University world news). Nella sola provincia di Herat le forze di sicurezza talebane hanno confiscato e rimosso dal mercato decine di migliaia di libri, soprattutto se scritti da donne. Spesso sono stati gli stessi cittadini afghani a bruciare i propri libri per autodifesa: possedere testi di letteratura occidentale, oppure libri in lingua inglese o farsi, era considerato un elemento di prova sufficiente per essere arrestati, torturati o considerati "traditore" dal nuovo regime. Anche alle scrittrici e artiste afghane darà voce, dal 16 al 20 settembre, la nuova Dissensio Arena di pordenonelegge: un nuovo spazio progettato nel cuore della città, la Piazzetta del Portello, interamente dedicato alla libertà di parola e chi nel mondo ha sofferto per affermarla. «Attraverso la Dissensio Arena – spiega il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it Michelangelo Agrusti - pordenonelegge vuole dare espressione e contenuti tangibili alla sua rinnovata denominazione di Festa del libro e della libertà, sottolineando il legame indissolubile tra scrittura, lettura e democrazia. In vista dell’arrivo del presidente Mattarella al festival abbiamo voluto moltiplicare il nostro impegno di promozione del libro come strumento di libertà e valore civile, dando centralità alle voci del dissenso. “La lettura”, spiegava il Presidente Mattarella nel messaggio di saluto inviato lo scorso anno al festival, “è un antidoto che sollecita i giudizi e lo spirito critico contro l’indifferenza e l’appiattimento sul conformismo”». Nella Dissensio Arena, attraverso il cartellone coordinato da Alberto Garlini, ci porterà idealmente in Afghanistan l'autrice e regista Zainab Entezar, in arrivo giovedì 17 settembre, alle 10.30: Costretta all’esilio in Germania dopo le minacce dei talebani,ha raccolto molte testimonianze di donne afghane nel volume Fuorché il silenzio. Trentasei voci di donne afghane, curato in Italia da Daniela Meneghini (Jouvence). Donne che raccontano le loro vite, le lotte e la resistenza silenziosa o attiva dopo il ritorno al potere dei talebani nell'agosto del 2021. E l’artista tedesca di origine afghana Moshtari Hilall nel saggio d'esordio racconta la Bruttezza come costruzione sociale e politica: la bruttezza, così come la razza, non esiste sul piano della realtà – racconta - ma è piuttosto una categoria politico-economica utile a veicolare l’odio nei confronti di corpi e identità non conformi. Appuntamento per ascoltarla venerdì 18 settembre, alle 21 nella Dissensio Arena.

Farà tappa a pordenonelegge Vera Politkovskaja, domenica 20 settembre, alle 15.30: insignita da pordenonelegge dell’Onorificenza di Ambassador of Freedom, ci parlerà dell’eredità spirituale e politica della madre Anna Politkovskaja, a pochi giorni dal ventesimo anniversario del suo brutale assassinio avvenuto il 7 ottobre 2006, presentando il memoir Una madre. La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja.

In anteprima nazionale, sempre nella Dissensio Arena, sabato 19 settembre, alle 19 riflettori sullo scrittore iraniano naturalizzato olandese Kader Abdolah: Parla Zarathustra, in uscita per Iperborea il prossimo settembre, è una riflessione sulla vita leggendaria del profeta Zarathustra fra mito, spiritualità e storia, un grande racconto epico nel quale storia e autobiografia si fondono in una narrazione di straordinaria intensità. A proposito di anteprime, la scrittrice franco-marocchina Leïla Slimani farà tappa al festival domenica 20 settembre, alle 12.00, presentando per la prima volta in Italia il nuovo capitolo della sua saga, Porterò il fuoco, che La nave di Teseo pubblica il 22 settembre, in cui la storia familiare segue il destino del Marocco. Bita Malakuti, poetessa e attivista iraniana, sabato 19 settembre, alle 17, porterà al festival i suoi versi, che diventano testimonianza e dissenso attraverso la prima traduzione italiana della sua raccolta di poesie, edita da Il Ponte del sale, in uscita il prossimo ottobre. Al festival anche la giovane autrice siriana Amani El Nasif, che in anteprima racconta a pordenonelegge il primo giorno di scuola e la fatica di sentirsi diversi con Sei più forte di quanto credi, in uscita per Mondadori Ragazzi (giovedì 17 settembre, ore 9). E la scrittrice algerina Amal Bouchareb sarà nella Dissensio Arena domenica 20 settembre, alle 17.30, con le trame del romanzo I boccioli del mandorlo. Rifiorire in Palestina, dove echeggia l’eco del lutto e della guerra in Palestina. Intorno a questo tema, Matteo Meschiari (sabato 19 settembre, ore 21) userà invece le sue quaranta mappe tratte dal saggio Mappe di Palestina. Una controgeografia per la pace, cercando di costruire un pensiero alternativo di convivenza.

Nell’Arena Dissensio, fra i protagonisti internazionali anche l’autore israeliano Assaf Gavron: è il traduttore in ebraico di Philip Roth, Jonathan Safran Foer, J.D. Salinger e altri importanti scrittori di lingua inglese. È osservatore attento e critico delle azioni del suo governo, ed è anche capitano della squadra di calcio degli scrittori israeliani e voce del gruppo rock The Mouth and FootA pordenonelegge arriva con il nuovo romanzo generazionale Seguendo le tracce, pubblicato da Giuntina in anteprima nazionale al festival. Fra le ospitalità più attese a pordenonelegge quella dell’autore cinese in esilio Liao Yiwu: classe 1958, dal 2011 vive in esilio a Berlino. Ha fatto parte dell’avanguardia cinese della letteratura e della poesia fino al 1989, quando ha pubblicato un poema intitolato Massacro, sulla mattanza di Tiananmen: per i contenuti è stato imprigionato per quattro anni. Sabato 19 settembre, alle 19, la sua testimonianza riprenderà la denuncia editoriale consegnata con il saggio di Wuhan, sul comportamento del governo cinese nel periodo drammatico della pandemia.

Al centro dell’opera dello scrittore turco-curdo Burhan Sönmez, Premio Hemingway 2026, c’è la forza della letteratura come memoria, resistenza e interrogazione morale: un impegno che prende corpo nel suo romanzo più recente intitolato Gli amanti di Franz K. (venerdì 18 settembre, ore 17). A pordenonelegge anche l’autrice ucraina Yaryna Grusha, arrivata in Italia come “bambina di Chernobyl” e oggi protagonista della scena letteraria internazionale dal nostro Paese. Con il suo ultimo libro L'album blu, sabato 19 settembre restituirà la memoria, le atmosfere e la drammatica quotidianità dell’Ucraina contemporanea. Di Ucraina parlerà anche il giornalista Daniel Schulz con un reportage che arriva al festival in anteprima, Io non sento più le sirene. Ucraina: vita quotidiana e stato di emergenza, un mosaico di articoli che racconta quel che resta di un paese in guerra.  L’Ucraina è al centro anche del reportage di Andrea Iacomini, portavoce Unicef: giovedì 17 settembre, alle 21 a Palazzo Klefisch racconterà la dignità di chi resiste partendo dalle pagine del suo libro A Kabul per una luce accesa. Nella Dissensio Arena faranno tappa anche la giornalista Tonia Mastrobuoni, con l’inchiesta dedicata a La peste. Indagine sulla destra in Germania, un viaggio disturbante nel cuore di una democrazia che si scopre vulnerabile. E l’autrice turca Açelya Yönaç (sabato 19 settembre, ore 15.30) racconterà al festival di una scrittrice che rientra a Istanbul, per ricevere un premio: ripercorrendo così le pagine del romanzo La casa turca, sospese tra lingue e appartenenze. Mentre l’autrice georgiana Ruska Jorjoliani (giovedì 17 settembre, ore 19) ripercorrerà un rientro nel suo Paese, dove il passato riaffiora come una terra smossa all’improvviso.

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